Collocata su di un’ansa del Volturno che la difendeva per 2/3, è da sempre ammirata per la bellezza dei suoi monumenti. Casilinum, suo nome antico, era il porto di una delle città più importanti dell’impero romano, la vicina Santamaria Capua Vetere. Distrutta quest’ultima nell’841 d.C. da attacchi saraceni, nell’856d.C., gli abitanti si trasferirono nell’odierna Capua, “portando con sé” parte della città antica. Ancora oggi, infatti, possiamo apprezzare numerosi riusi romani sia nei monumenti che nelle strade del centro storico di Capua. In esso, inoltre, non si può che restare affascinati dalle mura difensive ancora visibili che non sono altro che un ampliamento di quelle longobarde e normanne, dai bastioni che un tempo difendevano la città dagli attacchi nemici e dai poderosi edifici costruiti dall’alto medioevo ad oggi. In una prima fase, in epoca longobarda, il nucleo urbano era circoscritto all’area del ponte romano, edificato, quest’ultimo, già nel IV secolo a.C. Si trattava perlopiù di gruppi di case gravitanti su fortezze. A nord-ovest, presso il duomo e palazzo arcivescovile che costituivano probabilmente il primo “castrum” della città avevano sede vescovo e conte con corrispettive corti di clero e nobili. Notevole importanza ha tutt’oggi la torre campanaria che un tempo fungeva da torre di guardia.

Il perimetro della città si estenderà, quando nel 900 i conti di Capua con Atenolfo il Grande, si impadroniranno della città andando ad allargarsi presso le aree immediatamente a nord e ad Est del primo nucleo. Nel 913 venne realizzato il circuito murario, fornito di 4 porte. In epoca normanno-svevo, Capua inizia ad acquisire funzione squisitamente militare: venne ampliato il perimetro delle fortificazioni sul quale poggerà il Castrum Lapidum (in foto), andando a costituire inoltre un quinto accesso alla città, laddove si incrocia il percorso dell’Appia. Il Castello delle Pietre, così chiamato perché costituito perlopiù con materiale di costruzione proveniente dalla vicina antica Capua, guarda in direzione della Contea di Aversa. Edificato tra 1050 e 1064 su commissione di Riccardo II, divenuto in seguito principe di Capua. Gli interventi edilizi di età normanno-sveva non riguardarono solo la modifica del percorso murario, ma anche la costruzione di complessi conventuali ed ospedalieri in alcuni punti della città, fortemente voluti dagli ordini regnanti all’epoca. Con la dominazione spagnola si assiste a un nuovo mutamento dell’apparato difensivo, adeguandolo alle nuove esigenze dell’architettura rinascimentale. Fu Carlo V a commissionare la costruzione di un nuovo baluardo difensivo. Il Castello(in foto), situato in posizione strategica presso i confini sud-occidentali dei bastioni, difendeva il ponte lungo il fiume dagli attacchi nemici. Ha un impianto quadrato, presenta 4 bastioni di forma pentagonale con pareti scarpate e garitte semicilindriche. L’accesso era permesso attraverso un ponte di archi e pilastri. La cortina principale, rivolta a Nord, è prospiciente al fossato che circonda il castello. Sotto il dominio austriaco, la cinta muraria raggiunge la sua massima espansione, rimanendo così fino al XVIII secolo. (Helena Medugno)