Per il passante occasionale è sicuramente un luogo da scoprire, per il cittadino capuano è un punto di riferimento e di ritrovo. Denominata piazza dei Giudici per i magistrati che risiedevano nell’attuale Palazzo Civico, desta stupore e meraviglia per il tipo di architettura e per la sua collocazione che permette un facile collegamento  tra Porta Napoli e il Ponte di Capua, altro punto chiave della città dove una passeggiata è d’obbligo!

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Nel cuore della piazza sorge l’attuale Palazzo Civico, un tempo sede della Corte e residenza del Governatore, per la quale costruzione vennero demolite delle botteghe preesistenti e alcuni locali del monastero di San Lorenzo e Sant’Eligio. Sotto la direzione di Ambrogio Attendolo, l’inizio dei lavori si fanno risalire al 1539. La strada laterale, anch’essa, conserva la sua importanza, in quanto prende nome proprio dagli atti che venivano emessi in questo edificio: via Corte della Bagliva.

La facciata, molto sobria, presenta nei contorni delle finestre del livello inferiore e del portale un semplice bugnato. Gli unici elementi di abbellimento sono i faccioni collocati all’interno della muratura: si tratta di chiavi d’arco provenienti dall’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere (per l’articolo clicca qui), collocate nell’800 quando venne realizzato un ulteriore livello all’interno del palazzo.

 

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I volti che possono distinguersi sono delle figure mitologiche in calcare locale, tra cui Apollo, raffigurato come un arciere, in posizione frontale, rinvenuto da Alessio Simmaco Mazzocchi nell’anfiteatro nel 1727; Giove Ammone; maschera teatrale, collocata in origine presso l’arco di Sant’Eligio, dove un tempo venivano raccolte le antichità capuane; Hermes, che ha in spalla un caduceo; il giovane satiro, con volto carnoso, presenta un grande naso; il satiro barbuto, individuabile come il dio Pan per la particolare fisionomia del volto a metà tra quello di uomo e quello di una capra, con sopracciglia aggrottate e lineamenti molto carnosi e pronunciati. Le figure si rifanno a prototipi greci del V secolo a.C. ed hanno la particolarità di avere tutte una fascia sul retro che serviva ad incastonarle in origine negli archi dell’anfiteatro. Anche sul portale d’ingresso è situata una protome virile distinto da una chioma riccioluta e un accenno di veste, identificabile come Capys, leggendario fondatore di Capuae.

 

A destra del Palazzo Comunale, un tempo vi era il Palazzo dell’Udienza, del quale oggi sopravvive la Loggia binata con una colonna cinquecentesca dove venivano promulgate le ordinanze ed emesse le sentenze. La stessa va a trovarsi al di sopra del cosiddetto Seggio di Sant’Eligio (per l’articolo clicca qui). Affianco, sulla destra è collocato un orologio in maiolica di XVIII secolo.

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La chiesa di Sant’Eligio (alla quale dedicheremo un capitolo a parte), collocata sul lato del palazzo civico, presenta una facciata settecentesca ad opera di Gian Battista Landini ben distinguibile e articolata su due livelli: uno inferiore in travertino, scandito in tre parti, divise da due colonne sormontate da capitelli in stile corinzio, al centro del quale è posto il portale abbellito da un arco mistilineo; un livello superiore in stucco con un finestrone, incorniciato da un finto tempietto.

 

Sempre nella medesima piazza troviamo il Palazzo Bivach, dove risiedeva la Gran Guardia che aveva il compito di vigilare la piazza. Costruito intorno al 1610 per opera del viceré Di Napoli e conte di Lemos, Pedro Fernández de Castro, venne risistemato nel 1870, assumendo l’aspetto di una loggia a tre arcate aperte incorniciate dal bugnato a fasce orizzontali che possiamo apprezzare tutt’oggi. Originariamente l’edificio però doveva presentarsi con una facciata a capanna con un’arcata centrale dove nel livello superiore era collocata la statua del sovrano, che oggi va a trovarsi su di un piedistallo.

La piazza come la conosciamo oggi è il risultato di varie epoche storiche e accadimenti succeduti che hanno dato luogo a ciò che possiamo apprezzare oggi. (Helena Medugno)